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LE ORIGINI DELLA RAZZA

Le origini del West Highland Terrier sono abbastanza controverse e, così come è accaduto per altre razze canine, varie sono state le ipotesi formulate. Alcuni allevatori del passato affermarono che questa razza era semplicemente una variante bianca dello Scottish Terrier e che non si trattasse affatto di una razza a se stante. Altri e piú fantasiosi esperti collegarono la sua origine a certi « cani bianchi spagnoli » che si dice fossero stati abbandonati sull'isola di Skye quando le navi dell' "Armada" affondarono dinanzi a quelle coste selvagge. Altri ancora sostennero che questa razza si fosse evoluta autonomamente dal ceppo comune del Cairn Terrier. Oggi molti sostengono che il Westie si sia diffuso ad opera del Colonnello Malcolm di Poltalloch sebbene quest'ultimo non abbia mai rivendicato tale riconoscimento. Di certo c'é che, nel secolo scorso, il cane che oggi conosciamo come West Highland White Terrier, era comunemente conosciuto come "Poltalloch Terrier" anche se le origini della razza sono sicuramente più antiche. Infatti già all'epoca in cui Sir Malcolm allevava i "West Highland" a Poltalloch, nell'Argyllshire, il Westie non era ritenuto un cane dalle origini recenti. Nel sedicesimo secolo vi erano nell'Argyllshire degli "Earth dogges" (cani da tana) dalle caratteristiche eccezionali tali da giustificare le frequenti citazioni favorevoli negli scritti dei cronisti di caccia del tempo (si consideri che per l'epoca tanto un uomo quanto un cane dovevano essere davvero fuori del comune per essere citati in un libro). I West Highland attrassero l'attenzione di Re Giacomo tanto che, quando il Sire ebbe l'idea di inviare dei cani in regalo ad un amico francese, la sua scelta cadde sugli "Earth dogges" o "Terrier " dell'Argyllshire. Può darsi che alcuni dei cani regalati da Re Giacomo fossero stati bianchi anche se si hanno buone ragioni di credere il contrario. In quei tempi erano diffusi dei pregiudizi sui cani di questo colore poiché era molto diffusa la credenza che i soggetti bianchi mancassero di forza e di resistenza (erano considerati albini), e perciò i cuccioli bianchi venivano uccisi dagli allevatori. Comunque, forse perché alcuni allevatori erano piú sensibili di altri, o perché tali esemplari continuavano a nascere perfino da razze in cui la linea di colore era rigorosamente imposta, i cuccioli bianchi sopravvissero, per smentire in seguito la convinzione che essi mancassero di alcuni degli attributi del Terrier ideale. Perciò, piú di un secolo fa, essi erano allevati e utilizzati non solo a Poltalloch, ma in tutto l'Argyllshire, nel Rosshire e nell'isola di Skye. Probabilmente pochi di essi erano perfettamente bianchi (un visitatore dei canili di Poltalloch li descrisse come cani di un colore bianco sporco) poiché, nei tempi precedenti alle mostre canine, non si dava molta importanza alla perfezione del colore (il bianco perfetto é di rigore per cani con pretese di esposizione). Tutte le caratteristiche del Poltalloch Terrier si avvicinano moltissimo a quelle del West Highland attuale con la differenza principale nel peso, superiore nel Westie rispetto al massimo peso ammissibile Poltalloch del periodo Vittoriano. Per quanto riguarda la convinzione che questi cani fossero semplicemente degli Scotties bianchi, il Colonnello Malcolm piú di una volta aveva energicamente sostenuto il contrario e aveva ribadito che ogni idea di giudicare i Westie secondo i canoni dello Scottish Terrier era completamente errata. A smentire che il West Highland White Terrier mancasse di alcuni degli attributi del Terrier da caccia ideale, Robert Leighton, nel suo "Complete Book of the Dog" riporta un episodio realmente accaduto. Un cane giovane allevato dal Colonnello Malcolm era stato affidato alle cure di una guardia venatoria e, durante una battuta di caccia, era stato praticamente sventrato da una volpe feroce in tana. Tuttavia il cane, che era riuscito a tornare dal suo padrone per farsi soccorrere, ricevute le prime cure, si era lanciato nuovamente nella tana sgusciando dalle mani del padrone. Nonostante fosse ferito e sanguinante, il coraggioso Terrier riuscì ugualmente a costringere la volpe ad uscire allo scoperto. Esistono molti altri episodi autentici dello stesso genere a proposito del West Highland White Terrier e non fa meraviglia che uno dei detti riferiti alla razza reciti: "Non c'é acqua troppo fredda o buca troppo profonda per un West Highland".

 

 

 

 

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